This is Opera

by UTO

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    L'idea nasce circa tre anni fa.
    C'era la voglia di trasferire su disco non delle vere e proprie canzoni ma un flusso di idee senza particolari coordinate.
    Scrissi la totalità dei testi girando i dintorni della mia città su di un vecchio scooter, mi ha sempre affascinato l'elementare idea del "apri la finestra e descrivi cosa vedi".
    Così, mentre mi affacciavo-alle rocce, alle dirompenti ondate generate sul fiume dalla cascata delle Marmore, ai parcheggi delle Acciaierie, ai vicoli notturni arancioni di lampioni-intanto descrivevo la mia vita che s'inerpicava per vie a me sconosciute e trasferivo il tutto sulla carta.

    Ne consegue un album che racconta un'anima in evoluzione parallela al movimento della roccia, dell'acqua e dell'acciaio modellato dalla mano dell'uomo e dalla forza fredda della macchina.

    La musica la compose mio fratello in quattro giorni dopo che gli dissi che l'album avrebbe dovuto chiamarsi THIS IS OPERA.
    Non fu altrettanto facile arrangiarlo col resto della band tanto che arrivammo a un punto in cui ci sentimmo totalmente svuotati senza però ancora averlo completato interamente.

    É qui che decisi di contattare un artista che ho sempre stimato, ci serviva un occhio esterno, ci occorreva un produttore.
    Entra in gioco PAOLO BENVEGNU' che non appena ascolta un THIS IS OPERA ancora in stato embrionale, se ne innamora perdutamente tanto da dirmi dopo il primo ascolto "grazie per aver voluto me...questo é il miglior album italiano degli ultimi 15 anni"...ed io, sapendo da dove il disco provenisse, naturalmente gli ho creduto.

    Influenze, anche se latenti, di sicuro a conti fatti ce ne sono.
    Tre sono i capolavori che mi vengono in mente:
    - Anima latina di Lucio Battisti per la struttura e la libertà di scrittura.
    - Hex dei Bark Psychosis per le atmosfere rarefatte e i suoi silenzi appena scalfiti.
    Scenes from the second storey dei God Machine per il furibondo fragore romanticamente urlato.

    Questo disco é stato per me/noi una sorta di catarsi che ci ha fatto sentire finalmente completi e consapevoli di aver dato ogni molecola di noi stessi, senza filtri, scevro da sovrastrutture o strategie, in finale onesti...VERI.

    Fabio Speranza
    UTO

    Alquanto singolare è la storia della band.
    Vincitori dopo solo un anno di attività dell'allora prestigiosissimo Arezzo Wave nel 2000, girano nei successivi 4 anni tra i migliori festival e live club della penisola, esibendosi da headliner o al fianco di band del calibro di Guano Apes, Blonde Redhead, Marlene Kuntz, Porcupine Tree.
    Dal 2001 al 2005 danno alle stampe soltanto EP: Violapianobar, Gaffebox (d'amore e chimica), Food Noir (Prodotto da Marco Capaccioni e Alberto Brizzi, produttori in quegli anni di Subsonica e Frankie Hi NRG), Roxtar.
    Nel dicembre del 2005, 3 membri del gruppo aprono un live club/studio di registrazione, lo SKYLAB. Da qui la band resta praticamente ferma per 8 lunghi anni, durante i quali prepara il primo vero album PHENOMENA momentaneainterruzionedelsilenzio. L'album sarebbe dovuto uscire per SONY/BMG ma per varie vicissitudini non se ne fece nulla e il disco venne praticamente cestinato da UTO.

    Intanto si fa strada l'idea di un album nuovo. Si parte dal titolo THIS IS OPERA e andando a ritroso si costruisce una struttura dai testi che FABIO SPERANZA ha scritto in un anno tra le rocce, i fiumi e le cascate della Valnerina, nei parcheggi delle fabbriche, nei paesini circostanti.
    La musica diviene così un unica traccia di circa 35 minuti composta da GIORGIO SPERANZA (in soli 4 giorni!) poi rifinita in studio col resto della band.
    Di pari passo alla lavorazione l'artista Giorgia Sciannameo crea un percorso immaginario che segue l'evolversi dei testi e della musica, ne nasce la mostra fotografica SAṀKALPA esposta proprio a Terni nell'ottobre 2017.

    Luglio 2017 in un caldissimo pomeriggio d'estate FABIO SPERANZA incontra una delle personalità più importanti ed influenti dell'intera musica "indie" italiana: PAOLO BENVEGNU’.
    PAOLO BENVEGNU' si innamora in maniera totale dei provini di THIS IS OPERA ne diventa il produttore e porta UTO a registrare l'intero materiale in Slovenia allo Studio JORK (con l'ausilio del fonico di CRISTINA DONÀ e dello stesso BENVEGNU’ MICHELE PAZZAGLIA).
    Gli ultimi ritocchi e mastering vengono poi eseguiti negli studi SKYLAB REC di Terni.

    La storica etichetta GOODFELLAS produrra' l'album THIS IS OPERA che uscira’ l’8 Novembre 2019.

    © & ℗ 2019 GOODFELLAS

    In contemporanea esce per Ensemble editore la prima raccolta di poesie del cantante Fabio Speranza dal titolo SCATTIAMATORIALI ,mentre l’anteprima live del disco, tenutasi a Terni al teatro Secci, ha registrato un fragoroso SOLD OUT, per l'occasione PAOLO BENVEGNU’ e'salito sul palco in veste di chitarrista insieme a UTO.

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1.
Nottemadre I 03:21
Che prepotente ch’é il verde appena sopra gli altoforni la strada bianca un cavo elettrico e nervoso si inchinano i cespugli al mio passaggio le spine dei roseti senza fiori mi bramano le gambe mi tremano le gambe E dopo é tutta roccia si allargano le foglie si apre una foresta impazzita di rugiada e umidità L’ACCIAO SE LA SCOPA E DI CHE TINTA.
2.
E gli operai del turno zero badavano soltanto a tenersi ad ogni costo il sangue tutto dentro i cavalieri del lavoro non erano mai stanchi della Sardegna commerciale della tredicesima del derby del pane e del maiale.
3.
Miranda 0.2 02:56
Nessuna vertigine da qui per le tue altezze misurabili a occhio nudo per me che sono raggiungibile anche a piedi anche senza scarpe Alzati che si sta alzando Tua Madre Alzati che si sta alzando il livello del fiume alzati che si sta alzando la voce dell’inceneritore alzati che mi sto alzando anch’io Continueremo a fabbricare lenti finché ci prenderanno per esseri vedenti potresti passarci la notte lo so ad elencare le controindicazioni del Capricorno Alzati che si sta alzando Tua Madre Alzati che si sta alzando il livello del fiume alzati che si sta alzando la voce dell’inceneritore alzati che mi sto alzando anch’io.
4.
Noie 02:16
E come faccio a non adorarle le mie noie che non si sono mai spente Come faccio a non desiderarle le mie noie anche se mi deridono sempre E come faccio a non cercarle le mie noie che non mi chiedono mai niente...CHE MI STUPISCONO SEMPRE
5.
Acciai 02:34
Ed io che ho sempre osservato l’orizzonte credendo che avesse il suo inizio dalla mia stupida fronte Ma qui da noi le rocce muoiono prosperano gli acciai sono sfinite e consumate le rocce fioriscono gli acciai al tramonto s’arrossano le pietre albeggiano gli acciai si sgretolano e se ne infischiano le rocce ci fottono gli acciai Ed ogni volta che mi fido del mondo io poi lo guardo dal fondo CI MANOVRERANNO perché un mistero noi non ce l’abbiamo più quindi me lo confermi tu che posso dirmi tra i vivi solo se faccio parte col sorriso di questa nuova età dell’oro... e degli aperitivi Ma qui da noi le rocce muoiono prosperano gli acciai sono sfinite e consumate le rocce fioriscono gli acciai al tramonto s’arrossano le pietre albeggiano gli acciai l’acqua incazzata ci rovina le rocce ci lucida gli acciai si sgretolano e se ne infischiano le rocce ci fottono gli acciai.
6.
Madre li avevi per caso nascosti tu i nostri giorni migliori? No perché la voglia di accasciarsi è sempre li da qualche parte E’ lì che resta intatta Laura io ti ho amata così poco Da non sentirmi mai in svantaggio Perché l’amore vero Era una lunghissima paura che non ti lasciava mai E cosa dovrebbe fare uno come me Ora che la distruzione non va più di moda? Una nuova catastrofe arriverà A togliermi le castagne dal fuoco, a tirarmi più in là Ok la vita la guardo dalla finestra Ma non sono l’occhio che guarda Sono la finestra Facevamo bene noi a sputare tanto Prima o poi ci avremmo affogato il mondo Vallo a sapere che ci saremmo Prosciugati così presto Che abbiamo preso a schiaffi i nostri migliori conoscenti Solo per vedergli il segno rosso delle dita Sulle guance e i pianti trattenuti e il sangue in mezzo ai denti Poi abbiamo invece preso schiaffi dai soldati Perché oramai i nostri pochi grammi di fumo Li avevamo nei polmoni Li avevamo fumati.
7.
Ecco il perché del mio odio per me sono così stanco di dover piacere sempre tanto è una fatica immane non ne valgo la pena potete farne a meno con facilità NONAVETEMAIVOGLIADINIENTENONAVETEMAIVOGLIADINIENTE Ecco il perché del mio odio per te mi chiami, sei un cane che annusa il pericolo, stai per tirarti un colpo in testa ti scrivo cose bellissime, ti tiro su e tu non t’ammazzi più...e non mi cerchi più NONAVETEMAIVOGLIADINIENTENONAVETEMAIVOGLIADINIENTE Ecco il perché del mio odio per me mi spingo a scrivere canzoni poi di musica e di non saperla suonare ne ho pieni i coglioni che mi dovreste implorare anche se non so cantare anche se non so cantare NONAVETEMAIVOGLIADINIENTENONAVETEMAIVOGLIADINIENTE E allora VAFFANCULO io mi sfracello in una discoteca colazione al bar la mattina presto a bestemmiare di una squadra che non vince mai e del suo nuovo acquisto e a filosofare con uno che ascolta solo Frank Zappa e Dream Theatre seduto ormai da troppo tempo con la mano pronta nei calzoni ad aspettare il prossimo album dei xxxx
8.
NO!!! Ma che ne so io di chi li ha inventati i palazzi dei quartieri che poi calpestiamo OH!!! E questa primavera, quest’odore di notte immacolata e di oleandri è così tiepido il vento mancherebbe la pioggia in realtà ed il profumo di asfalto evaporato per essere perfetto come luogo comune ma sono stato lontano e tu mi dirai che ti sono mancato anche se non è vero sono stupido io mi contento di poco dai che la notte schiarisce sta per finire le acciaierie scatarrano nuvole buone le vedo da qui NON LA CAPIRAI MAI LA SOLITUDINE COSMICA DI UN UBRIACO DI TE NON LA CAPIRAI MAI LA MIA ATTITUDINE COMICA SONO UBRIACO DI TE
9.
Miranda 0.1 03:31
Il sonno della ragione genera mostri il sonno della mia farà fuggire i vostri e solo perché costruisci gallerie tu pensi di sapertele chiavare le montagne con le ferrovie? E invece la canzone che mi incatena a te dura così poco non arriva a tre minuti tuttavia con il giusto delay potrei protrarne il finale all’infinito.... Chissà se poi tutte le strade da quassù conducono a un burrone ma di certo io non sono qui per una cosa imbarazzante come il fresco a dirla tutta l’afa la sopporto pure bene ma è il calcare appena vado via dalla città che mi sconvolge di stupore Sapessi il bene e il male che mi fa che per tornare come sempre mi dovrò sporcare che per tornare giù mi toccherà barare magari in queste altezze cerco proprio te forse da qui ti eguaglio bene la bellezza e se è vero che l’altezza fa metà della bellezza adesso a me manca solo l’altra mezza MIRANDA!!! Non son venuto fin quassù a cercare me sarebbe stato troppo prevedibile.
10.
Ed io la devo a Franco (Maraldi) e lui alla sua dipendenza la cultura musicale ed anche se questa città avvelenata quasi tutta non sa chi sia per me è stato un altro Messia nessuno è più pronto alla guerra di chi non sa lottare quindi potevamo solo scappare per l’ultimo di carnevale Facevate bene voi a rubare tanto in ogni caso prima o poi vi avrebbero riconosciuto Facevate bene voi a bruciare tanto e noi con la tosse delle pulci sapevamo farci un frastuono (LIBERTA’ PER ENRICO/ MORFINA MADRE MIA SCACCIA SCACCIA LA PAZZIA SCACCIA VIA LA POLIZIA/ SPARA YURI/ SCEMO CHI LEGGE) Dove saranno andati a finire i miei meravigliosi fuorilegge?
11.
Lo benediremo un giorno questo stato di immobile uguaglianza che ci fa bagnare gli occhi, simpatizzare più con la fine, che con l’infinito la malediremo anzi la totale perdita di infinito e adesso che torno al disegno, t’immagino di nuovo solo che non lo dovrei fare. solo che poi vivo male. Non mi interessa come sarà la mia giornata vorrei solo poter rendere terribile quella di qualcun altro cosa ci sarà 24 ore dopo la fine di questa eternità?
12.
Davanti ai vortici del NERA e al ferro vecchio che minaccia le canoe siamo 100 pecore che si spartiscono i giorni perché non c’è mai stato a disposizione quel famoso giorno da Leone Ma allora è vero che il tempo non esiste per questo niente breve SAREMO SEMPRE SAREMO MAI.

credits

released November 8, 2019

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UTO Terni, Italy

Fabio Speranza
Voce/testi
Giorgio Speranza
Piano, sintetizzatori, chitarra
Tiziano Vincenzi
Chitarra
Enrico Guacci
Basso, sintetizzatori
Pietro Speranza
Chitarra acustica
Mirko Brizzi
Batteria
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